San Carlo Borromeo

Il Santo cardinale milanese che fondò il Santuario di Corbetta

"Ritratto di San Carlo Borromeo", Lattuada, 1578 circa, Museo del Santuario Arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta
"Ritratto di San Carlo Borromeo", Lattuada, 1578 circa, Museo del Santuario Arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta

San Carlo Borromeo (1538-1584), noto al grande pubblico per la sua opera i salvifica azione nell'arcidiocesi di Milano di fine Cinquecento, fu tra i personaggi più significativi che contraddistinsero la storia di Corbetta e che con le loro opere ne condizionarono più d'ogni altri la fama e la ricchezza.

 

Durante l'episcopato milanese di Carlo Borromeo, nel 1555, avvenne a Corbetta l'evento miracoloso che stabilì la nascita del santuario locale e da allora l'interessamento del cardinale per il borgo fu fondamentale per la crescita delle sue opere presso la nostra cittadina. Il santo arcivescovo venne per ben tre volte in visita pastorale a Corbetta: nel 1570 per la sua prima visita pastorale dopo la sua nomina ad arcivescovo, nel 1576 quando visitò il Lazzaretto di Corbetta durante la peste e nel 1578, mentre si stava recando a piedi a Torino per assistere alla solenne esposizione della Sindone e fece tappa come suo solito presso il Palazzo Frisiani che si preoccupò di ospitare il santo nella camera oggi ospitata presso il nostro museo.

 

Fu lo stesso Carlo Borromeo a porre sotto la tutela della curia milanese il Santuario di Corbetta e pertanto, dopo la sua canonizzazione nel 1610, gli venne costruita una cappella all'interno del santuario inferiore (oggi dedicata a San Giuseppe, di cui però rimane una vetrata raffigurante un busto di San Carlo Borromeo). A Corbetta san Carlo lasciò moltissime tracce del suo passaggio anche negli scritti, autografando il chronicon ed alcuni documenti d'epoca, oltre a donare una propria berretta cardinalizia.